Droni multe e regolamenti ENAC

Abbiamo avuto modo più volte di parlare delle normative che regolamentano l’utilizzo dei droni  e la patente per guidare un drone.

Per utilizzo professionale di un quadricottero o di un drone o di qualsivoglia aereomobile telecomandato sono necessarie opportune autorizzazioni rilasciati dell’Enac.

Ribadiamo il concetto di un articolo precedente in cui abbiamo spiegato cosa fare per guidare un drone:

Chi guida un drone per hobby?

Chi usa il Drone per scopi ludici in pratica deve stare in un raggio di 70m max di quota e 200m di distanza massima da chi comanda il drone. Non è necessario avere un’assicurazione ed  è vietato il volo sopra aree pubbliche o persone o animali.

Un professionista che vuole usare un drone per lavoro?

Per essere in questa categoria è necessario:
Attestato SAPR o in possesso di licenza di volo sportivo (Corsi che durano dalle 30 alle 50 ore)
Essere in possesso di visita medica di 2°Classe

Inoltre APR deve essere certificato dal costruttore ed essere inserito nell’elenco dei veivoli autorizzati dall’ENAC

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Operazioni non Critiche:
Voli in aree non congestionate, lontano almeno 150m da assembramenti di persone, case, autostrade e infrastrutture.
Limitazione allo spazio aereo V7 e volo solo vista.

Operazioni Critiche
Multirotore autorizzato per le critiche con piano di analisi del rischio di volo autorizzato da ENAC e dotato di supporti di sicurezza
Assicurazione RC specifica che costa anche 800-1000€ annui.

Cosa si rischia se non si è in regola?
Chi non rispetta le regole viola l’art. 1228 del codice della navigazione con arresto fino a sei mesi di carcere o una multa fino 516€
Le multe diventano salate per chi non è abilitato ENAC o di assicurazione RC e le sanzioni vanno da 56.000€ a 113.000€ in base ai casi e contesti specifici.
Se il drone viene fatto volare in zone critiche senza avere le autorizzazioni adeguate le multe come abbiamo già detto arrivano fino a  64.000€.

Ecco un video che spiega il tutto:

Ma chi utilizza un drone per scopi professionali a chi deve fare comunicazione ufficiale?

Prima di tutto è necessario il riconoscimento Enac con relativa certificazione e la richiesta di un NOTAM. Nei casi più specifici e delicati è opportuno richiedere espressa autorizzazione e il permesso di operare agli enti locali o alla Polizia di Stato. Questo per evitare spiacevoli sorprese.

Insomma i droni sono in forte espansione ma chi vuole usarli per scopi professionali deve seguire la burocrazia Italiana per evitare multe salatissime.

 

– Aggiornamento 20/03/2015 –

Art. 13
Operazioni con APR di massa massima minore o uguale a 2 Kg
1.  Le operazioni  specializzate  condotte con  SAPR  di  massa massima al decollo minore o
uguale a 2 kg sono considerate non critiche in tutti gli scenari operativi, a condizione che
gli aspetti progettuali  e  le tecniche  costruttive  dell’APR abbiano caratteristiche di
inoffensività.

Se ciò fosse vero sarebbe un’ottima notizia per chi possiede un drone piccolo ed economico, la possibilità di sorvolare qualsiasi zona con un quadricottero del peso inferiore ai 2 kg finalmente toglie perplessità.

Importante però considerare che il termine “inoffensive” vuol dire tutto e niente, è importante capire infatti cosa si intende per inoffensivo e che questo vago termine sia regolamentato.

Non cantiamo però vittoria in quanto l’emendamento deve essere ancora approvato e finchè non sarà scritta la nuova legge le considerazioni fatte rimangono tali.

ENAC Aggiornamento del 15 settembre 2017

La nuova edizione ( 2 ) del regolamento ENAC è entata in vigore il 15 settembre e da maggiore risalto e importanza a chi pilota il drone.

In pratica per i droni professionali che superano i 25kg di peso è necessario avere una patente che comporta al pilota il superamento di un esame teorico e pratico. Le scuole a cui aderire e formare il pilota a formare il pilota saranno le medesime ad oggi e saranno aggiornate al  SAPR fino al 1 Aprile 2016.

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